| Titolo | IMOLA |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | IMOLA |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Bologna |
| Nome Alternativo | |
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| Recapiti | |
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| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
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Sulla Via Emila a circa 35 Km. da Bologna troviamo Imola, città verde e città d’arte, città della velocità motoristica e dalle mille attività tradizionali, città di forti e innovative realtà produttive e di solide ed antiche basi agricole. In una parola, una città viva, dove potrete unire il piacere della tavola a quello dei grandi eventi sportivi, la quiete di una terrazza sulle colline all’animazione dei numerosi locali alla moda. Sulla via Emilia a 4 Km dalla città si incontra sulla destra il Santuario della Madonna del Piratello da secoli caro al cuore degli imolesi (e non solo). Piratello sta per ‘piradel’, ovverosia ‘piccolo pero’, perchè tale era la pianta a fianco della quale nel ‘400 si ergeva un pilastrino su cui era dipinta una immagine della Madonna alla cui ombra si fermò per riposarsi, un certo Stefano Mangelli da Cremona, diretto in pellegrinaggio al Santuario di Loreto. Miracolosamente vide accendersi una candela posta davanti all’immagine, mentre una voce lo invitava ad avvertire gli Imolesi affinchè in quel luogo venisse eretto un Santuario. In breve tempo se ne iniziò la costruzione che fu completata grazie alla volontà di Caterina Sforza, sopravvissuta con i figli all’assedio della Rocca di Imola. Cesare Borgia, alcuni anni dopo, fece voto che, se avesse conquistato Imola senza spargimento di sangue, avrebbe fatto edificare una Cappella in Onore della Vergine. Ottenuta la grazia, mantenne la parola, chiamando, sembra, Leonardo ad abbellirla con un dipinto andato perduto. Restano comunque affreschi del Guardassoni a rievocare il miracolo ai numerosi visitatori. Se siete a Imola in una bella giornata vi consigliamo di iniziare salendo su una delle colline circostanti per vedere dall’alto la città. E’ un modo forse un po' distaccato per incontrarla, ma è anche il modo per conoscerne meglio i tratti salienti: l’antico decumano, il reticolo dei vicoli medioevali, la centuriazione Leonardo da Vinci, oltre che grande artista e inventore straordinario, fu anche genio dell’arte militare e fu in questa veste che venne ad Imola su invito di Cesare Borgia nel ‘502. La Rocca, da lui conquistata, aveva subito danni notevoli e Leonardo ne progettò la parziale ricostruzione. Fu in quel periodo che egli disegnò anche una pregevole mappa della città oggi conservata presso la collezione dei reali di Windsor. Un’altra ‘gemma’ del tesoro di Imola è Palazzo Tozzoni che varrebbe da solo la visita della città. Si tratta di un edificio tardo barocco, anche se al suo interno si trova una bellissima stanza ‘Impero’ e anche se la sua costruzione iniziò presumibilmente qualche secolo prima dell’epoca che lo ha così caratterizzato. Eppure pochi altri edifici mostrano con tanta eloquenza i tratti della interpretazione bolognese di questo stile; anzi Palazzo Tozzoni (tel. 0542/35856) è in qualche modo un esemplare unico perchè, oltre a tramandarci la sua architettura, ha conservato notevolissimi arredi. Se, viceversa, il tempo non è clemente e la visibilità è scarsa, cominciate proprio dal suo cuore: il centro. Qui potete partire dalla bella ‘Piazzetta dell’Orologio’ (Piazza dei Caduti per la libertà) che con i suoi bar ed i suoi tavolini all’aperto è un po' il salotto della città e dove potrete fare conoscenza della sua più antica casa, quella che dal nome delle famiglie che la fondarono viene detta Casa Vacchi Suzzi. Percorrendo per poche decine di metri la rettilinea via Appia arriverete a Palazzo Pighini, un edificio del 1200, tra i pochi esistenti in Emilia Romagna in stile gotico antico. Successivamente, con piccole diversioni, potrete raggiungere la Chiesa ed il Convento di S. Domenico, anch’essi risalenti al 1200. Dall’originaria chiesa gotica, per successivi rifacimenti si arriva alla forma attuale dovuta ad un restauro del 1700. All’interno della chiesa si trova un Martirio di S. Orsola di Ludovico Carracci. Nelle immediate adiacenze sorge la ex Chiesa di S. Francesco, ora trasformata in Teatro Comunale (tel. 0542/602635). Si tratta di un edificio che, pur mostrando ancora qua e là i tratti trecenteschi della chiesa sulla quale è sorto, rivela il suo carattere di primo ‘800 sia Papa Benedetto XIV, imparentato con i Tozzoni.Inoltre si consiglia la visita alle numerose collezioni artistico-artigianali, alla galleria di quadri e alla eclettica biblioteca. Il convento di S. Francesco, che è ancora oggi la sede della Biblioteca (tel. 0542/602111), ne costituì il nucleo originale. Ma oltre ai manoscritti e agli incunaboli su cui si fondò e che ancora oggi conserva, dal 1747 la Biblioteca di Imola offre alla consultazione migliaia di volumi. Oggi sono 400.000 circa. Visitatela sia che abbiate voglia di sfogliare un bel volume, sia che vogliate solo assaporare l’atmosfera delle sue stanze ad ammirarne l’architettura. Ma se avete passione di bibliofilo sappiate che qui è custodita una Bibbia Ebraica del Duecento ed un Salterio Latino anch’esso duecentesco con miniature in oro, oltre ad altri volumi di interesse storico. Al suo interno, inoltre, potrete passare in rassegna ben tre Musei: quello Archeologico, quello di Storia Naturale, quello del Risorgimento. Proprio di fianco alla Biblioteca, nel Convento di S. Domenico potete visitare una delle autentiche meraviglie Imolesi come la Pinacoteca. Qui, soprattutto se provenite da Bologna, avrete modo di approfondire la vostra conoscenza dei Carracci o di Guido Reni. Ma se sono i moderni o i contemporanei ed interessarvi potete contare su nella facciata che nel bell’interno dove tre ordini di palchi sovrastano la piccola platea. A pochi metri dalla stessa ‘Piazzetta dell’Orologio’, c’è la grande piazza della città, Piazza Matteotti, sulla quale si affacciano Palazzo Sersanti e sul lato opposto il Palazzo Comunale (tel. 0542/602111). Palazzo Sersanti è un esempio pregevole di architettura rinascimentale, elegantemente appoggiato su un armonioso loggiato con 14 archi. Il Palazzo Comunale era invece di stile romanico-gotico. Ma il suo aspetto attuale è segnato dal restauro settecentesco. Nella stessa epoca furono dipinte le immagini di S. Cassiano e Pietro Grisologo che si trovano all’esterno del Palazzo nelle due nicchie a fianco del balcone. All’interno non mancano ambienti riccamente affrescati in epoche diverse e sale di rappresentanza i cui soli arredi sono degni di una visita. A pochi passi dall’orologio, si trova la Cattedrale dedicata al Patrono S. Cassiano (Piazza del Duomo, tel. 0542/22146). Più volte ricostruita e rimaneggiata sulla base dell’originaria Chiesa cattedrale del secolo XII, dedicata al primo martire cristiano di Imola, oggi la Cattedrale è basata sul lavoro dell’architetto Cosimo Morelli, che, tra il 1763 ed il una bella galleria di Cantatore, Casoranti, De Pisis e Guttuso.Tra le opere di rilievo ospitate dalla Pinacoteca: la Madonna in trono col Bambino ed i Santi Cristina e Pietro Martire del XV secolo del ‘Maestro del Trittico di Imola’, la ‘Madonna col Bambino’ ed ‘i Santi Protettori di Imola’ di Innocenzo da Imola. La maggior parte delle persone nel mondo che conoscono Imola, la conoscono attraverso il suo Autodromo. Oggi esso ospita ogni anno un Gran Prix di F.1, ed è così una delle tappe del grande circuito mondiale della velocità a quattro ruote. Ma la sua storia inizia negli anni 40 ed è legata soprattutto al motociclismo, la grande passione degli Emiliani. Dal 1970 è intitolato a ‘Dino Ferrari’ figlio scomparso del ‘Drake’ di Maranello.
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